sabato 28 dicembre 2013
Er Mejo
Notavo come ognuno di noi, da nord a sud ha sottomano il posto dove fanno la miglior pizza, la miglior focaccia, la miglior colazione, il miglior caffe' e via dicendo. Cio' mi fa pensare che o c'e' una differenza di gusti personali impensabile oppure abbiamo tutti la sindrome del pescatore o di quello che ce l'ha piu' lungo, a scelta.
giovedì 26 dicembre 2013
e che titolo potrei mai scegliere.....
Premetto che e' un post lungo e poco adatto al clima natalizio.Il nostro natale e il nostro s. stefano si stanno svolgendo in un clima surreale e assurdo.
Tutto parte da agosto, ma forse da molto prima. La figlia della mia compagna torna da Londra dopo piu' di un anno. Torna con una fidanzata e soprattutto torna tossicodipendente. Si installano a casa del padre al quale pochissimo tempo serve per scoprire la cosa.
Si affronta la questione con le due che accettano di entrare in comunita'. Entrare in una qualsiasi comunita' di quelle serie non e' cosa facile. alcune predendono che l'entrante prima inizi a prendere il metadone fino a ridurlo ad un certo livello, altre lo fanno onternamente ma dipendono dall'Asl che invia il tossicodipendente in comunita'. In ogni caso, non meno di un mese, se va bene.
Un mese in cui puo' succedere ovviamente di tutto perche' servirebbe un appoggio di esperti che non c'e'.
In un modo o nell'altro si arriva al giorno prima di entrare in comunita'. Le due si rifiutano e scappano.
Nell'arco di questi mesi vagano non si sa bene dove, fino a che si installano dalle parti di Udine. E qui arriviamo ai giorni nostri. Il padre, in spregio a tutto cio' che e' stato suggerito dagli esperti, ovvero di fare terra bruciata intorno alla ragazza perche' e' l'unico modo per farla arrivare all'accettazione della comunita', continua a sentirla e a mandarle soldi. Qualche giorno fa sparisce, non e' piu' reperibile al telefono, introvabile. Dopo due giorni scopriamo che ha litigato con la fidanzata se n'e' andata non si sa bene dove ma che finalmente e' tornata da lei. Peccato che il litigio continua, fatto di botte e quant'altro. Arriviamo fino a ieri sera quando la ragazza chiama e chiede al padre di andarla a prendere. E' all'ospedale a farsi curare dalle botte prese. Al momento sono in questura.
Abbiamo passato natale e oggi in attesa di notizie, con la mia compagna in condizioni che e' inutile spiegare.
Ora tornera' a casa e dovremo affrontare nuovamente la questione comunita' perche' rispetto a Agosto e' messa pure peggio.
Io ho cercato di rimanere lucido e razionale, l'unico modo di essere d'aiuto, ma mi scontro ovviamente con le emozioni di due genitori.
Sembrera' un discorso cinico e egoistico ma questa situazione non la sopporto piu'. Abbiamo altri problemi che incombono e questa storia dovrebbe finire ma temo non finira' mai. Sono mesi che sorreggo e supporto la mia compagna, cerco di dare le giuste indicazioni sui comportamenti, tengo per me tutti i miei stati d'animo che sarebbero di troppo, ma adesso non ci riesco proprio piu'.
Tutto cio' che e' successo nasce da un totale rifiuto di questa ragazza di stare a sentire, farsi consigliare. Ha sempre e solo voluto fare tutto di testa tua, convinta di farcela, volendo dimostrare di essere in grado ma ottenendo risultati disastrosi. Certo ci sono errori anche da parte dei genitori ma da che la conosco io, piu' di 5 anni, ha sempre e solo combinato casini, qualunque fosse stato l'atteggiamento dei genitori.
E' io non ne ho piu' voglia, e' brutto dirlo ma e' cosi'.
In tutto questo, una nota bella ed emozionante. Ieri mi sono collegato via skype con i miei genitori e mia sorella e vedere lei e il suo bellissimo pancione mi ha emozionato come mai.
Tutto parte da agosto, ma forse da molto prima. La figlia della mia compagna torna da Londra dopo piu' di un anno. Torna con una fidanzata e soprattutto torna tossicodipendente. Si installano a casa del padre al quale pochissimo tempo serve per scoprire la cosa.
Si affronta la questione con le due che accettano di entrare in comunita'. Entrare in una qualsiasi comunita' di quelle serie non e' cosa facile. alcune predendono che l'entrante prima inizi a prendere il metadone fino a ridurlo ad un certo livello, altre lo fanno onternamente ma dipendono dall'Asl che invia il tossicodipendente in comunita'. In ogni caso, non meno di un mese, se va bene.
Un mese in cui puo' succedere ovviamente di tutto perche' servirebbe un appoggio di esperti che non c'e'.
In un modo o nell'altro si arriva al giorno prima di entrare in comunita'. Le due si rifiutano e scappano.
Nell'arco di questi mesi vagano non si sa bene dove, fino a che si installano dalle parti di Udine. E qui arriviamo ai giorni nostri. Il padre, in spregio a tutto cio' che e' stato suggerito dagli esperti, ovvero di fare terra bruciata intorno alla ragazza perche' e' l'unico modo per farla arrivare all'accettazione della comunita', continua a sentirla e a mandarle soldi. Qualche giorno fa sparisce, non e' piu' reperibile al telefono, introvabile. Dopo due giorni scopriamo che ha litigato con la fidanzata se n'e' andata non si sa bene dove ma che finalmente e' tornata da lei. Peccato che il litigio continua, fatto di botte e quant'altro. Arriviamo fino a ieri sera quando la ragazza chiama e chiede al padre di andarla a prendere. E' all'ospedale a farsi curare dalle botte prese. Al momento sono in questura.
Abbiamo passato natale e oggi in attesa di notizie, con la mia compagna in condizioni che e' inutile spiegare.
Ora tornera' a casa e dovremo affrontare nuovamente la questione comunita' perche' rispetto a Agosto e' messa pure peggio.
Io ho cercato di rimanere lucido e razionale, l'unico modo di essere d'aiuto, ma mi scontro ovviamente con le emozioni di due genitori.
Sembrera' un discorso cinico e egoistico ma questa situazione non la sopporto piu'. Abbiamo altri problemi che incombono e questa storia dovrebbe finire ma temo non finira' mai. Sono mesi che sorreggo e supporto la mia compagna, cerco di dare le giuste indicazioni sui comportamenti, tengo per me tutti i miei stati d'animo che sarebbero di troppo, ma adesso non ci riesco proprio piu'.
Tutto cio' che e' successo nasce da un totale rifiuto di questa ragazza di stare a sentire, farsi consigliare. Ha sempre e solo voluto fare tutto di testa tua, convinta di farcela, volendo dimostrare di essere in grado ma ottenendo risultati disastrosi. Certo ci sono errori anche da parte dei genitori ma da che la conosco io, piu' di 5 anni, ha sempre e solo combinato casini, qualunque fosse stato l'atteggiamento dei genitori.
E' io non ne ho piu' voglia, e' brutto dirlo ma e' cosi'.
In tutto questo, una nota bella ed emozionante. Ieri mi sono collegato via skype con i miei genitori e mia sorella e vedere lei e il suo bellissimo pancione mi ha emozionato come mai.
domenica 22 dicembre 2013
Grazie Piaggio
Ho letto da qualche parte che la Piaggio ha definitivamente sospeso la produzione dell'Ape. Qualcuno potrebbe provare dispiacere considerando che, almeno la mia generazione (ho 47 anni) sia nata e cresciuta con questi mezzi. Beh io sono invece assolutamente e finalmente felice! Niente piu' improvvisi rallentamenti dovuti a vecchietti su questi terribili mezzi e inevitabilmente sempre quando si aveva fretta. Grazie Piaggio era ora!
venerdì 20 dicembre 2013
Essere expat nel proprio paese
Premessa:
Sono nato a Milano, ci ho vissuto per 11, poi, per problemi di salute di mia sorella ci siamo trasferiti in Liguria, vicino Sanremo. Qui per la prima volta ho vissuto lo stato d'animo di cui al titolo. Arrivati da pochi giorni, una persona del luogo disse a mio padre:
"Vedi, tu qui puoi mettere radici, potranno mettere radici i tuoi figli e poi i tuoi nipoti e bisnipoti, ma resterete sempre dei "foresti".
5 anni fa, per amore, mi sono trasferito qui, in provincia di Rieti. La provincia di Rieti e' bellissima, Rieti e' bellissima; tantissima natura, spesso incontaminata, cultura, vita quieta e tranquilla.
Il problema, qui come nella liguria dove vivevo, e' che se vieni da fuori, sarai sempre uno di fuori. Difficilissimo stringere rapporti di amicizia veri e profondi, difficilissimo ottenere quella fiducia che un reatino, benche' sconosciuto, ottiene perche' nativo del luogo. Si dice che a Rieti neanche gli ebrei siano riusciti ad installarsi.
Sembra una banalita' ma questa cosa ha riflessi notevoli in tanti aspetti della vita.
Se nasci, cresci, vivi nel posto dove sei nato si instaurano delle ragnatele nel tempo per cui quando ti serve un avvocato c'e' sempre un parente o amico che lo e'. Se vuoi un commercialista, idem. Devi decidere in quale banca aprire un conto, sei sicuro che almeno uno dei direttori delle bance locali ti conosce. In sostanta, quella ragnatela di conoscenze e amicizie che esiste nel posto dove sei nato ti aiuta nella vita di tutti i giorni. Andare a vivere dove la ragnatela non c'e', nella migliore delle ipotesi, non ti aiuta ma spesso ti danneggia anche.
Questo e' sentirsi degli espatriati nel proprio paese.
Sono nato a Milano, ci ho vissuto per 11, poi, per problemi di salute di mia sorella ci siamo trasferiti in Liguria, vicino Sanremo. Qui per la prima volta ho vissuto lo stato d'animo di cui al titolo. Arrivati da pochi giorni, una persona del luogo disse a mio padre:
"Vedi, tu qui puoi mettere radici, potranno mettere radici i tuoi figli e poi i tuoi nipoti e bisnipoti, ma resterete sempre dei "foresti".
5 anni fa, per amore, mi sono trasferito qui, in provincia di Rieti. La provincia di Rieti e' bellissima, Rieti e' bellissima; tantissima natura, spesso incontaminata, cultura, vita quieta e tranquilla.
Il problema, qui come nella liguria dove vivevo, e' che se vieni da fuori, sarai sempre uno di fuori. Difficilissimo stringere rapporti di amicizia veri e profondi, difficilissimo ottenere quella fiducia che un reatino, benche' sconosciuto, ottiene perche' nativo del luogo. Si dice che a Rieti neanche gli ebrei siano riusciti ad installarsi.
Sembra una banalita' ma questa cosa ha riflessi notevoli in tanti aspetti della vita.
Se nasci, cresci, vivi nel posto dove sei nato si instaurano delle ragnatele nel tempo per cui quando ti serve un avvocato c'e' sempre un parente o amico che lo e'. Se vuoi un commercialista, idem. Devi decidere in quale banca aprire un conto, sei sicuro che almeno uno dei direttori delle bance locali ti conosce. In sostanta, quella ragnatela di conoscenze e amicizie che esiste nel posto dove sei nato ti aiuta nella vita di tutti i giorni. Andare a vivere dove la ragnatela non c'e', nella migliore delle ipotesi, non ti aiuta ma spesso ti danneggia anche.
Questo e' sentirsi degli espatriati nel proprio paese.
domenica 15 dicembre 2013
Ho ancora voglia
(rigorosamente in ordine sparso e non di importanza)
Di andare a mangiare ancora una volta all'Angolo d'Abruzzo
Di vedere finire la serie "The Black List"
Di vedere una volta dal vivo Bruce Springsteen e gli U2
Di vedere un mio cane vincere la mondiale 2015 a Milano
Di vedere nascere cuccioli delle mie cane
Di portare Jazz in Ipo1
Di andare in libreria a comprare libri
Di dormire una notte serena con le pieghe fra le dita (questa cosa prima o poi la racconto)
Di guardare le partite dell'Inter
Di fare docce lunghe e bollenti
Di tornare qualche volta a trovare i miei a Arma di Taggia
Di vedere nascere mio nipote
Di vedere andare in porto il progetto sulla Mielopatia
Di tornare, da turista, al Club Med di Pompadour dove ho lavorato
Di guardare in faccia un paio di stronzi
Di viaggi in camper, all'estero
Di aria calda sul viso andando in moto
Di prosciutto San Daniele
Di riallestire la mia cantinetta di vini
Di tornare al Crufts
Di vedere Kalisma battere il fratellastro alla faccia della sua spocchiosa e antipatica proprietaria
Di una fellatio come dio comanda
Di fare un cunnilingus come dio comanda
Di pescare un paio di orate o di branzini
Vado ancora avanti?
Di andare a mangiare ancora una volta all'Angolo d'Abruzzo
Di vedere finire la serie "The Black List"
Di vedere una volta dal vivo Bruce Springsteen e gli U2
Di vedere un mio cane vincere la mondiale 2015 a Milano
Di vedere nascere cuccioli delle mie cane
Di portare Jazz in Ipo1
Di andare in libreria a comprare libri
Di dormire una notte serena con le pieghe fra le dita (questa cosa prima o poi la racconto)
Di guardare le partite dell'Inter
Di fare docce lunghe e bollenti
Di tornare qualche volta a trovare i miei a Arma di Taggia
Di vedere nascere mio nipote
Di vedere andare in porto il progetto sulla Mielopatia
Di tornare, da turista, al Club Med di Pompadour dove ho lavorato
Di guardare in faccia un paio di stronzi
Di viaggi in camper, all'estero
Di aria calda sul viso andando in moto
Di prosciutto San Daniele
Di riallestire la mia cantinetta di vini
Di tornare al Crufts
Di vedere Kalisma battere il fratellastro alla faccia della sua spocchiosa e antipatica proprietaria
Di una fellatio come dio comanda
Di fare un cunnilingus come dio comanda
Di pescare un paio di orate o di branzini
Vado ancora avanti?
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