Premessa:
Sono nato a Milano, ci ho vissuto per 11, poi, per problemi di salute di mia sorella ci siamo trasferiti in Liguria, vicino Sanremo. Qui per la prima volta ho vissuto lo stato d'animo di cui al titolo. Arrivati da pochi giorni, una persona del luogo disse a mio padre:
"Vedi, tu qui puoi mettere radici, potranno mettere radici i tuoi figli e poi i tuoi nipoti e bisnipoti, ma resterete sempre dei "foresti".
5 anni fa, per amore, mi sono trasferito qui, in provincia di Rieti. La provincia di Rieti e' bellissima, Rieti e' bellissima; tantissima natura, spesso incontaminata, cultura, vita quieta e tranquilla.
Il problema, qui come nella liguria dove vivevo, e' che se vieni da fuori, sarai sempre uno di fuori. Difficilissimo stringere rapporti di amicizia veri e profondi, difficilissimo ottenere quella fiducia che un reatino, benche' sconosciuto, ottiene perche' nativo del luogo. Si dice che a Rieti neanche gli ebrei siano riusciti ad installarsi.
Sembra una banalita' ma questa cosa ha riflessi notevoli in tanti aspetti della vita.
Se nasci, cresci, vivi nel posto dove sei nato si instaurano delle ragnatele nel tempo per cui quando ti serve un avvocato c'e' sempre un parente o amico che lo e'. Se vuoi un commercialista, idem. Devi decidere in quale banca aprire un conto, sei sicuro che almeno uno dei direttori delle bance locali ti conosce. In sostanta, quella ragnatela di conoscenze e amicizie che esiste nel posto dove sei nato ti aiuta nella vita di tutti i giorni. Andare a vivere dove la ragnatela non c'e', nella migliore delle ipotesi, non ti aiuta ma spesso ti danneggia anche.
Questo e' sentirsi degli espatriati nel proprio paese.
venerdì 20 dicembre 2013
domenica 15 dicembre 2013
Ho ancora voglia
(rigorosamente in ordine sparso e non di importanza)
Di andare a mangiare ancora una volta all'Angolo d'Abruzzo
Di vedere finire la serie "The Black List"
Di vedere una volta dal vivo Bruce Springsteen e gli U2
Di vedere un mio cane vincere la mondiale 2015 a Milano
Di vedere nascere cuccioli delle mie cane
Di portare Jazz in Ipo1
Di andare in libreria a comprare libri
Di dormire una notte serena con le pieghe fra le dita (questa cosa prima o poi la racconto)
Di guardare le partite dell'Inter
Di fare docce lunghe e bollenti
Di tornare qualche volta a trovare i miei a Arma di Taggia
Di vedere nascere mio nipote
Di vedere andare in porto il progetto sulla Mielopatia
Di tornare, da turista, al Club Med di Pompadour dove ho lavorato
Di guardare in faccia un paio di stronzi
Di viaggi in camper, all'estero
Di aria calda sul viso andando in moto
Di prosciutto San Daniele
Di riallestire la mia cantinetta di vini
Di tornare al Crufts
Di vedere Kalisma battere il fratellastro alla faccia della sua spocchiosa e antipatica proprietaria
Di una fellatio come dio comanda
Di fare un cunnilingus come dio comanda
Di pescare un paio di orate o di branzini
Vado ancora avanti?
Di andare a mangiare ancora una volta all'Angolo d'Abruzzo
Di vedere finire la serie "The Black List"
Di vedere una volta dal vivo Bruce Springsteen e gli U2
Di vedere un mio cane vincere la mondiale 2015 a Milano
Di vedere nascere cuccioli delle mie cane
Di portare Jazz in Ipo1
Di andare in libreria a comprare libri
Di dormire una notte serena con le pieghe fra le dita (questa cosa prima o poi la racconto)
Di guardare le partite dell'Inter
Di fare docce lunghe e bollenti
Di tornare qualche volta a trovare i miei a Arma di Taggia
Di vedere nascere mio nipote
Di vedere andare in porto il progetto sulla Mielopatia
Di tornare, da turista, al Club Med di Pompadour dove ho lavorato
Di guardare in faccia un paio di stronzi
Di viaggi in camper, all'estero
Di aria calda sul viso andando in moto
Di prosciutto San Daniele
Di riallestire la mia cantinetta di vini
Di tornare al Crufts
Di vedere Kalisma battere il fratellastro alla faccia della sua spocchiosa e antipatica proprietaria
Di una fellatio come dio comanda
Di fare un cunnilingus come dio comanda
Di pescare un paio di orate o di branzini
Vado ancora avanti?
venerdì 13 dicembre 2013
Morte sociale
Perche' si decide di scrivere su un blog?Per se stessi o per il piacere che altri leggano le tue cose? Io ho cominciato per me stesso, una sorta di isola segreta dove sfogare i miei pensieri. Dico isola segreta perche' scollegata dalle mie pagine sui social network. Voleva essere un recipiente dove riversare i mei pensieri, i miei sfoghi. Poi pero' e' anche subentrato il piacere e lo stupore di avere quattro lettori. Non avrei mai pensato che cio' potesse accadere, non mi ritengo un fine linguista e oltretutto scrivo di getto cosa raramente d'aiuto.
Tutto questo preambolo perche', almeno io, ho ancora una sorta di pudore verso i pensieri che ho con me stesso e quelli che in un certo modo sono anche ad uso e consumo delle 4 anime pie che leggono.
Ieri abbiamo ricevuto una notizia terrificante, sotto forma di raccomandata. La banca ha risolto il mutuo che avevamo acceso per l'attivita' e ora chiede il rientro immediato delle somme dovute, ergo siamo saltati per aria. La cosa che mi terrorizza, mi lascia basito e mi fa terribilmente incazzare e' che praticamente siamo diventati degli appestati. Il cugino avvocato ci ha bellamente sbolognati, che voglio dire, non ti ho chiesto soldi, solo un consiglio. Il direttore della banca, persona finora squisita e disponibile, nonostante fosse conscio delle nostre difficolta' pregresse, ci ha visto l'altro ieri e non ci ha detto nulla, benche' fosse ovvio che gia' sapeva. Mi e' venuto improvvisamente in mente che chi si trova in queste situazione subisce una morte sociale.......per quello che sto cominciando a vedere temo sia proprio cosi'.
Tutto questo preambolo perche', almeno io, ho ancora una sorta di pudore verso i pensieri che ho con me stesso e quelli che in un certo modo sono anche ad uso e consumo delle 4 anime pie che leggono.
Ieri abbiamo ricevuto una notizia terrificante, sotto forma di raccomandata. La banca ha risolto il mutuo che avevamo acceso per l'attivita' e ora chiede il rientro immediato delle somme dovute, ergo siamo saltati per aria. La cosa che mi terrorizza, mi lascia basito e mi fa terribilmente incazzare e' che praticamente siamo diventati degli appestati. Il cugino avvocato ci ha bellamente sbolognati, che voglio dire, non ti ho chiesto soldi, solo un consiglio. Il direttore della banca, persona finora squisita e disponibile, nonostante fosse conscio delle nostre difficolta' pregresse, ci ha visto l'altro ieri e non ci ha detto nulla, benche' fosse ovvio che gia' sapeva. Mi e' venuto improvvisamente in mente che chi si trova in queste situazione subisce una morte sociale.......per quello che sto cominciando a vedere temo sia proprio cosi'.
martedì 10 dicembre 2013
noioso, ecco, si.
Finalmente ho realizzato. Ho realizzato grazie a due blog.
Il primo terribilmente noioso, fatto di una autoironia che mi risulta falsa e ammiccante, lo leggo da tempo e tutte le volte un po mi disturba. Scritto con un tono apparentemente umile ma in realta' autoreferenziale.
Mi prendo la briga di cercare l'autore googlando. trovo un altro blog in cui viene criticato proprio con le stesse mie motivazioni. E poi realizzo.
Tanti anni fa, lessi "due di due" di Andrea de Carlo. Come a tanti mi piacque molto, tanto che per anni non mi sono perso un suo libro. E leggendo ogni suo libro, ho provato le stesse sensazioni che ritrovo in quel blog. Da De Carlo sono guarito, ho smesso di leggerlo, spero di guarire anche da questo blog.
E come quando senti una canzone orribile che poi non riesci a scordare, anzi, ti entra e ti ronza in testa a ciclo continuo.
Vabbe' son piccole cose.
Il primo terribilmente noioso, fatto di una autoironia che mi risulta falsa e ammiccante, lo leggo da tempo e tutte le volte un po mi disturba. Scritto con un tono apparentemente umile ma in realta' autoreferenziale.
Mi prendo la briga di cercare l'autore googlando. trovo un altro blog in cui viene criticato proprio con le stesse mie motivazioni. E poi realizzo.
Tanti anni fa, lessi "due di due" di Andrea de Carlo. Come a tanti mi piacque molto, tanto che per anni non mi sono perso un suo libro. E leggendo ogni suo libro, ho provato le stesse sensazioni che ritrovo in quel blog. Da De Carlo sono guarito, ho smesso di leggerlo, spero di guarire anche da questo blog.
E come quando senti una canzone orribile che poi non riesci a scordare, anzi, ti entra e ti ronza in testa a ciclo continuo.
Vabbe' son piccole cose.
assolutamente faceto
Ci vuole un post faceto, anche se l'umore non aiuta.
Sono un recente frequentatore di Blog, ne seguo diversi, partendo da quelli delle persone di cui apprezzo racconti e modo di scrivere.
Ho notato che tanti Blogger hanno quest'abitudine di dare appellativi a tutta la famiglia invece che usare semplicemente i nomi.
Intendiamoci, alcuni sono alche carini, fanno sorridere, ma e' l'uso sistematico che ne viene fatto che mi lascia un po interdetto. Voglio dire, anche io chiamo la mia compagna, i miei cani usando appellativi, ma non sempre e sistematicamente.
Ribadisco non e' certo una critica, probabilmente un mio limite di comprensione, ma mi sembra quasi una depersonalizzazione (si potra' dire?) dei personaggi.
Tutto cio probabilmente dipende dal fatto che se mi si dovesse chiamare con un appellativo io sarei "il cazzaro"
Sono un recente frequentatore di Blog, ne seguo diversi, partendo da quelli delle persone di cui apprezzo racconti e modo di scrivere.
Ho notato che tanti Blogger hanno quest'abitudine di dare appellativi a tutta la famiglia invece che usare semplicemente i nomi.
Intendiamoci, alcuni sono alche carini, fanno sorridere, ma e' l'uso sistematico che ne viene fatto che mi lascia un po interdetto. Voglio dire, anche io chiamo la mia compagna, i miei cani usando appellativi, ma non sempre e sistematicamente.
Ribadisco non e' certo una critica, probabilmente un mio limite di comprensione, ma mi sembra quasi una depersonalizzazione (si potra' dire?) dei personaggi.
Tutto cio probabilmente dipende dal fatto che se mi si dovesse chiamare con un appellativo io sarei "il cazzaro"
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