Ovviamente qui, in questo periodo, come in tanti posti d'Italia e' tempo di sagre. Qui c'e' solo l'imbarazzo della scelta e ovviamente noi scegliamo quelle due o tre meglio organizzate e dove si mangia discretamente. C'e' pero' una manifestazione che si discosta un po dalle solite sagre, si chiama "Monteleone alle posate".
Monteleone e' un paese qui vicino, molto antico, medievale, ma con reperti antecedenti l'antica Roma sul suo territorio. "monteleone alle posate" dove ovviamente "posate" prende il posto di "Crociate" e' un percorso artistico, musicale e soprattutto gastronomico che si snoda per tutto il centro storico del paese.Si parte dagli antipasti preparati secondo ricette dell'antica roma. Abbiamo assaggiato:
LIBUM: Formaggio morbido di pecora, farina setacciata, uovo, foglie di alloro e rosmarino.
CAROTAE FRICTAE: Carote fritte nell'olio d'oliva sabino
OVA ELIXA CUM DENOGARO: Uova con una salsa a base di vino e alici.
PATINA URTICARUM: Ortiche, uova, sale, farina, olio
Accompagnate da queste salse:
OLUS MOLLE EX URTICA: Ortica, cipolla rossa, menta, sedano, pepe, sale, olio, vino.
OLUS MOLLE EX LACTUCA: Lattuga, sedano, cipolla, alici, pepe, vino, olio.
Il tutto bagnato da HERBA SALAX, bevanda alla rucola fatta con rucola, miele, mele, menta e acqua.
Che dire un grande inizio.
Proseguiamo per le stradine che a me ricordano i "miei" carruggi" e le mie "creuze" liguri.
Primo piatto: Fregnacce alla sabinese. Le fregnacce e' una pasta fatta con acqua, farina e sale che vengono ritagliate a rombi. Il sugo alla sabinese e' fatto con pomodoro, peperoncino, acciughe e olive nere.
Questo piatto qui lo conosciamo bene, e' sempre cucinato ottimamente. Ci accomodiamo su uno dei tavolacci preparati all'uopo e ci ascoltiamo un gruppo in tipica formazione Rock che ci delizia con vecchie canzoni del passato, inframezzate dal passaggio di alcuni mangiatori di fuoco.
Ci immergiamo nelle stradine e incontriamo la postazione dei fritti. Qui i fritti sono proprio una tradizione, si frigge di tutto, nello specifico stasera c'erano cavolo, mela e zucchine.
Siamo neanche a meta' strada e cominciamo a sentirci sazi, ma non molliamo di certo!
Quarta tappa il secondo: Salsiccia e arrosticini. Io gli arrosticini li adoro, rischio sempre l'indigestione. Vorrei fare il bis ma ci aspetta ancora qualcosa......
Quinta tappa. Allietati da un duo voce e chitarra, anche loro con vecchie hits, ci arrendiamo ai fagioli con le cotiche, altro piatto locale. Io le cotiche non le ho mai mangiate prima di venire a vivere qui, non mi piacevano. Poi ho assaggiato queste e ne divorerei a chili!
Arriviamo all'ultima postazione, in una piazzetta a gradoni. Sui gradoni tanti cuscini e in fondo in altro piccolo gruppo che pero' non abbiamo fatto in tempo a sentire, ma abbiamo concluso la cena con uno spiedino di anguria e melone, il tipico ciambelletto all'anice ( una sorta di taralluccio dolce all'anice) e una crostata di quelle casalinghe che facevano le nonne una volta.
LA cena e' finita ma il piacere di ripercorrere il percorso in senso inverso per godere di bellissimi scorci illuminati dalle torce, e' stato d'obbligo.
Non sono riuscito a fare foto, troppo buio per il mio povero telefonino ma cerchero' di reperirne in rete.
