Premessa:
Sono nato a Milano, ci ho vissuto per 11, poi, per problemi di salute di mia sorella ci siamo trasferiti in Liguria, vicino Sanremo. Qui per la prima volta ho vissuto lo stato d'animo di cui al titolo. Arrivati da pochi giorni, una persona del luogo disse a mio padre:
"Vedi, tu qui puoi mettere radici, potranno mettere radici i tuoi figli e poi i tuoi nipoti e bisnipoti, ma resterete sempre dei "foresti".
5 anni fa, per amore, mi sono trasferito qui, in provincia di Rieti. La provincia di Rieti e' bellissima, Rieti e' bellissima; tantissima natura, spesso incontaminata, cultura, vita quieta e tranquilla.
Il problema, qui come nella liguria dove vivevo, e' che se vieni da fuori, sarai sempre uno di fuori. Difficilissimo stringere rapporti di amicizia veri e profondi, difficilissimo ottenere quella fiducia che un reatino, benche' sconosciuto, ottiene perche' nativo del luogo. Si dice che a Rieti neanche gli ebrei siano riusciti ad installarsi.
Sembra una banalita' ma questa cosa ha riflessi notevoli in tanti aspetti della vita.
Se nasci, cresci, vivi nel posto dove sei nato si instaurano delle ragnatele nel tempo per cui quando ti serve un avvocato c'e' sempre un parente o amico che lo e'. Se vuoi un commercialista, idem. Devi decidere in quale banca aprire un conto, sei sicuro che almeno uno dei direttori delle bance locali ti conosce. In sostanta, quella ragnatela di conoscenze e amicizie che esiste nel posto dove sei nato ti aiuta nella vita di tutti i giorni. Andare a vivere dove la ragnatela non c'e', nella migliore delle ipotesi, non ti aiuta ma spesso ti danneggia anche.
Questo e' sentirsi degli espatriati nel proprio paese.