Finalmente ho realizzato. Ho realizzato grazie a due blog.
Il primo terribilmente noioso, fatto di una autoironia che mi risulta falsa e ammiccante, lo leggo da tempo e tutte le volte un po mi disturba. Scritto con un tono apparentemente umile ma in realta' autoreferenziale.
Mi prendo la briga di cercare l'autore googlando. trovo un altro blog in cui viene criticato proprio con le stesse mie motivazioni. E poi realizzo.
Tanti anni fa, lessi "due di due" di Andrea de Carlo. Come a tanti mi piacque molto, tanto che per anni non mi sono perso un suo libro. E leggendo ogni suo libro, ho provato le stesse sensazioni che ritrovo in quel blog. Da De Carlo sono guarito, ho smesso di leggerlo, spero di guarire anche da questo blog.
E come quando senti una canzone orribile che poi non riesci a scordare, anzi, ti entra e ti ronza in testa a ciclo continuo.
Vabbe' son piccole cose.
martedì 10 dicembre 2013
assolutamente faceto
Ci vuole un post faceto, anche se l'umore non aiuta.
Sono un recente frequentatore di Blog, ne seguo diversi, partendo da quelli delle persone di cui apprezzo racconti e modo di scrivere.
Ho notato che tanti Blogger hanno quest'abitudine di dare appellativi a tutta la famiglia invece che usare semplicemente i nomi.
Intendiamoci, alcuni sono alche carini, fanno sorridere, ma e' l'uso sistematico che ne viene fatto che mi lascia un po interdetto. Voglio dire, anche io chiamo la mia compagna, i miei cani usando appellativi, ma non sempre e sistematicamente.
Ribadisco non e' certo una critica, probabilmente un mio limite di comprensione, ma mi sembra quasi una depersonalizzazione (si potra' dire?) dei personaggi.
Tutto cio probabilmente dipende dal fatto che se mi si dovesse chiamare con un appellativo io sarei "il cazzaro"
Sono un recente frequentatore di Blog, ne seguo diversi, partendo da quelli delle persone di cui apprezzo racconti e modo di scrivere.
Ho notato che tanti Blogger hanno quest'abitudine di dare appellativi a tutta la famiglia invece che usare semplicemente i nomi.
Intendiamoci, alcuni sono alche carini, fanno sorridere, ma e' l'uso sistematico che ne viene fatto che mi lascia un po interdetto. Voglio dire, anche io chiamo la mia compagna, i miei cani usando appellativi, ma non sempre e sistematicamente.
Ribadisco non e' certo una critica, probabilmente un mio limite di comprensione, ma mi sembra quasi una depersonalizzazione (si potra' dire?) dei personaggi.
Tutto cio probabilmente dipende dal fatto che se mi si dovesse chiamare con un appellativo io sarei "il cazzaro"
Il coraggio di andare
Parlavo ieri con una cara amica che mi raccontava di quanto fosse in difficolta' l'azienda del marito. Loro vivono in Emilia e oltre alla crisi devastante che viviamo in Italia, devono anche fare i conti con il dopo terremoto che, sappiamo, qui e' sempre un dramma.
Lei mi diceva che il marito vorrebbe trasferirsi in Canada, complice un amico che ha un'impresa nel suo stesso settore e che ha bisogno di certe competenze.
Ovviamente la cosa ha destabilizzato la mia amica perche' non vorrebbe proprio abbandonare amici, parenti e soprattutto il suo paese.
Tralasciando il mio egoistico pensiero per cui e' proprio vero che chi ha i denti non ha il pane e viceversa, e' da ieri che penso a questa cosa.
Per prendere una decisione del genere ci vuole forza, coraggio, pazzia, e' vero, ma soprattutto ci vuole la giusta attitudine mentale. Ci sono persone che non saranno mai in gradi di farlo un passo del genere perche' non riescono a concepirlo mentalmente.
Io le ho provato a spiegare che dal mio punto di vista suo marito ha ragione. La prospettiva e' quella di una vita migliore, soprattutto per i loro due figli, ma anche per loro. Le ho provato a spiegare che stare qui e stare male non e' d'aiuto per nessuno, soprattutto per i due figli ma anche per loro. Poi mi sono reso conto che proprio c'era un blocco da parte sua di fronte a questa opportunita'.
E' una cara amica e non ho insistito avvertendo da parte sua una sorta di dolore anche solo a parlare di quest'idea, ma poi son stato tutto il giorno a pensare a questa cosa.
Mi rendo conto che parto da una posizione avvantaggiata, non ho figli, ho gia' dovuto o voluto trasferirmi piu' volte nella mia vita, lo schifo che ogni giorno sempre piu' provo a vivere in questo paese violentato nella sua dignita' e' una cosa poi non molto condivisa, ma io mi precipiterei. Sono conscio delle difficolta che comporterebbe, ma preferirei affrontare il disagio di queste difficolta' con una prospettiva di vita migliore che non vivere il disagio per una vita che si fa sempre piu' faticosa e stressante qui.
Forse mi aiuta il mio passato, l'essere stato sradicato da Milano e portato in Liguria, la scelta di lasciare la ligura per venire qui, passando per l'esperienza lavorativa in Francia. Forse mi aiuta quella disperazione crescente che aumenta ogni giorno di fronte alla fatica che facciamo a tirare avanti.
Come ho scritto nel post precedente, abbiamo una prospettiva di trasferirci, ma farei a cambio subito con la possibilita' di andare via da questo paese.
Lei mi diceva che il marito vorrebbe trasferirsi in Canada, complice un amico che ha un'impresa nel suo stesso settore e che ha bisogno di certe competenze.
Ovviamente la cosa ha destabilizzato la mia amica perche' non vorrebbe proprio abbandonare amici, parenti e soprattutto il suo paese.
Tralasciando il mio egoistico pensiero per cui e' proprio vero che chi ha i denti non ha il pane e viceversa, e' da ieri che penso a questa cosa.
Per prendere una decisione del genere ci vuole forza, coraggio, pazzia, e' vero, ma soprattutto ci vuole la giusta attitudine mentale. Ci sono persone che non saranno mai in gradi di farlo un passo del genere perche' non riescono a concepirlo mentalmente.
Io le ho provato a spiegare che dal mio punto di vista suo marito ha ragione. La prospettiva e' quella di una vita migliore, soprattutto per i loro due figli, ma anche per loro. Le ho provato a spiegare che stare qui e stare male non e' d'aiuto per nessuno, soprattutto per i due figli ma anche per loro. Poi mi sono reso conto che proprio c'era un blocco da parte sua di fronte a questa opportunita'.
E' una cara amica e non ho insistito avvertendo da parte sua una sorta di dolore anche solo a parlare di quest'idea, ma poi son stato tutto il giorno a pensare a questa cosa.
Mi rendo conto che parto da una posizione avvantaggiata, non ho figli, ho gia' dovuto o voluto trasferirmi piu' volte nella mia vita, lo schifo che ogni giorno sempre piu' provo a vivere in questo paese violentato nella sua dignita' e' una cosa poi non molto condivisa, ma io mi precipiterei. Sono conscio delle difficolta che comporterebbe, ma preferirei affrontare il disagio di queste difficolta' con una prospettiva di vita migliore che non vivere il disagio per una vita che si fa sempre piu' faticosa e stressante qui.
Forse mi aiuta il mio passato, l'essere stato sradicato da Milano e portato in Liguria, la scelta di lasciare la ligura per venire qui, passando per l'esperienza lavorativa in Francia. Forse mi aiuta quella disperazione crescente che aumenta ogni giorno di fronte alla fatica che facciamo a tirare avanti.
Come ho scritto nel post precedente, abbiamo una prospettiva di trasferirci, ma farei a cambio subito con la possibilita' di andare via da questo paese.
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