sabato 4 gennaio 2014
il timore del no.
Fin da piccolo mio padre e' sempre stata una figura, ai miei occhi, austera, imponente. La classica montagna troppo alta da scalare. Da piccolo non ero un bambino con tutta questa personalita', non di fronte a lui, mi sentivo sovrastato. Nella mia memoria ci sono tanti episodi, spesso piccoli episodi, nei quali il NO era la regola alle richieste. Ricordo di essermi sempre sentito diverso dagli altri bambini, per cose futili certo, ragionandoci adesso, ma che da bambino ti fanno sentire diverso. Per esempio, mio padre ha sempre avuto la mania di comprarmi scarpe da ginnastica di tela, alte sopra la caviglia, quanto tutti gli altri avevano scapre basse di una precisa marca (tepa sport). Alle mie richieste di averne un paio anche io, inevitabilmente la risposta era no, perche' quelle che mi sceglieva lui mi proteggevano le caviglie, le altre no. Nella mia testa non capivo, con l'infallibile logica da bambino, mi dicevo che non avevo problemi di caviglie per cui non comprendevo la necessita' di quel tipo di scarpe. E soffrivo terribilmente il No, perche' comportava, di conseguenza, il dover regolarmente spiegare agli amichetti perche' io non avevo le scarpe come le loro e le motivazioni che potevo dare mi sembravano ridicole. Questo atteggiamento si verificava e si e' verificato nel tempo anche per altre cose con motivazioni a volte corrette, altre meno. Sta di fatto che questo No l'ho vissuto cosi' male che e' diventato un condizionamento per cui crescendo avevo paura a chiedere le cose e non solo a lui. Troppa paura di ricevere un No, anzi, troppa paura della certezza (per niente certa) del No. Questo ha avuto riflessi in tante cose della mia vita da adolescente. A volte anche solo chiedere di uscire a mangiare una pizza con gli amici diventava un problema. Soprattutto, fino ad una certa eta' questa paura del No, mi ha bloccato nei rapporti interpersonali con le ragazze al punto che se ripenso ora a certi episodi mi scappa da ridere, roba che potrei proporre ad un comico di di Zelig per una scenetta, oltretutto ero imbranato con l'altro sesso e con la fondata convinzione di non essere granche' attrattivo. Porto e portavo gli occhiali e all'epoca avevo delle montature ridicole, fuori moda, anni '70. Ovviamente di averne piu' belle, No, non si poteva, costavano troppo. Poi per fortuna l'adoloscenza e' passata, la consapevolezza di me stesso e' cresciuta e le cose sono migliorate, ma il tarlo e' rimasto e si manifesta con un certo fastidio nel chiedere cose in certe occasioni.
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